(ASCA) - Roma, 17 giu - Basilicata, Calabria, Campania,
Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia sono fortemente a
rischio.
La situazione e' particolarmente grave in Sardegna, dove il
pericolo desertificazione riguarda ben il 52% del territorio
regionale, di cui l'11% gia' colpito. A forte rischio anche
la Sicilia, le piccole isole e la Puglia.
Questi i dati allarmanti sulla desertificazione presentati
da Legambiente in un recente dossier sugli ecoprofughi. ''La
desertificazione non riguarda solo le aree torride
dell'Africa - ha dichiarato Sebastiano Venneri,
vicepresidente di Legambiente -. Il problema e' reale e ci
tocca anche molto da vicino. Senza reali cambi di marcia
nelle politiche energetiche e ambientali il rischio diverra'
concreto e irreversibile''.
La desertificazione infatti, si puo' considerare come la
fase finale del degrado chimico, fisico e biologico in quanto
la terra perde irreversibilmente la capacita' di sostenere la
produzione agricola e forestale, e anche se le piogge tornano
a bagnare i suoli, il degrado, che ormai e' in atto, non
regredisce anzi molto spesso peggiora.
Le regioni aride e semi-aride del pianeta - si legge nel
dossier - rappresentano quasi il 40% della superficie emersa
della Terra (5,2 miliardi di ettari) e ospitano circa due
miliardi di persone. 135 milioni di persone rischiano di
essere spostate a causa della desertificazione, e di queste
circa 60 milioni tra il 1997 e 2020, abbandonera' (nel primo
periodo preso in considerazione cio' e' gia' avvenuto) le
zone desertificate dell'Africa subsahariana verso l'Africa
settentrionale e l'Europa.
Di fatto poi il Sahara ha oramai ''attraversato'' il
Mediterraneo, uno dei 25 hotspots mondiali per la
biodiversita'. 30 milioni di ettari di terra lungo le rive
del Mediterraneo sono gia' colpiti da desertificazione,
fenomeno che mette a rischio la sopravvivenza di 6,5 milioni
di persone.
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