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| 07-11-2009 |
G20: BROWN RILANCIA LA TOBIN TAX. E RICEVE UN CORO DI NO
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Il primo ministro britannico, Gordon Brown, ha chiesto al G20
di valutare, tra le altre misure, anche l'adozione di una
tassa sulle transazioni finanziarie. L'obiettivo di una
tassazioni sulle transazioni internazionali, ha spiegato il
premier britannico, sarebbe quello di rendere le banche piu'
responsabili nei confronti delle societa'. Brown ha
sottolineato la necessita' di evitare ''costi proibitivi''
per il settore bancario ma ha detto ai ministri finanziari
del G20: ''Non penso che queste difficolta' dovrebbero
impedirci di considerare con urgenza la misura legittima che
abbiamo discusso''. Brown ha tenuto a precisare che il suo
Paese non intende agire da solo sul tema della tassazione
delle transazioni finanziarie internazionali, spesso detta
anche Tobin Tax. ''Fatemi essere chiaro - ha detto - la Gran
Bretagna non si muovera' a meno che non ci si muova tutti
insieme''. Le dichiarazioni del premier britannico
rappresentano un deciso cambio di orientamento di Downing
Street sulla tassa.
La Gran Bretagna e' sempre stata indicata come uno dei
principali oppositori a questa idea, nel timore di recare
gravi danni alla City di Londra, il principale distretto
finanziario europeo. Ma il dibattito su nuove versioni della
Tobin Tax ha subito un'improvvisa accelerazione
dall'esplosione della crisi lo scorso anno, con la Francia
che e' stata tra le nazioni che hanno spinto di piu' per la
sua introduzione. La tassa e' stata per la prima volta
proposta nel 1971 dal premio Nobel James Tobin (dal quale
prende il nome) con l'obiettivo di ridurre la speculazione
sui mercati finanziari internazionali anche se e' stato lo
stesso Tobin in seguito ad esprimere dubbi sulla effettiva
praticabilita' della misura.
TREMONTI: MEGLIO BLOCCARE SPECULAZIONE CHE TASSARLA
La proposta sulla tassazione delle transazioni finanziarie
internazionali ''gira da almeno 20 anni'' ma e' meglio
bloccare la speculazione che tassarla dopo. Il ministro
dell'Economia, Giulio Tremonti, ha commentato cosi' a margine
del G20 finanziario di Saint Andrews la proposta lanciata dal
primo ministro britannico Gordon Brown.
''L'ipotesi gira da almeno 20 anni'' ha detto ''dove si
specula troppo, e' meglio bloccare. Anzi, la speculazione e'
meglio bloccarla prima che tassarla dopo''.
GEITHNER: NON SOSTERREMO PROPOSTA BROWN
Gli Stati Uniti non sono pronti a sostenere la proposta di
tassare le transazioni finanziarie internazionali avanzata
dal primo ministro brittanico Gordon Brown. Lo ha detto il
segretario al tesoro Usa Tim Geithner in un'intervista a Sky
News. ''E' qualcosa che non siamo pronti a sostenere'' ha
detto ''ma, ripeto ancora, sono convinto che abbiamo un
interesse comune a cercare di avere un sistema in cui i
contribuenti non siano esposti a rischi e nel quale le
istituzioni finanziarie paghino le conseguenze dei loro
errori''.
IL DOCUMENTO: MANTENERE MISURE DI SOSTEGNO ALL'ECONOMIA
I ministri delle finanze del G20 sono d'accordo nel mantenere
le misure di sostegno all'economia per supportare la ripresa
economica che non e' ancora omogenea. E' quanto si legge nel
comunicato finale del vertice di Saint Andrews. ''La ripresa
non e' omogenea e resta dipendente dalle misure di sostegno
mentre preoccpa l'alto livello della disoccupazione'', si
legge nel comunicato del G20. ''Per riportare in salute l'economia globale ed il sistema finanziario - prosegue - abbiamo raggiunto un accordo per mantere il sostegno alla ripresa fino a quando questa non sia assicurata''. Dello stesso avviso il Fondo Monetario Internazionale che ha accolto con favore l'orientamento del G20. ''Il rischio che incombe - secondo il Fondo - e' che la ripresa cada in una fase di stallo'' per questo bisogna evitare ''un ritiro
prematuro delle politiche espansionistiche al livello fiscale
e monetario''. Anche se ''le condizioni economiche continuano a
migliorare'' secondo il FMI ''sono ancora lontane dall'essere
normali'' e il sistema bancario ''resta
sotto-capitalizzato''. I paesi del G20 hanno poi raggiunto un
accordo su un percorso che portera' ad un sistema di mutua
sorveglianza delle loro politiche economiche. L'intesa
integra quella raggiunta lo scorso settembre al G20 di
Pittsburgh sul coordinamento del processo decisionale sui
temi economici con una sorta di ''roadmap''. Il nuovo sistema e' concepito per far si' che siano create le condizioni perche' non si possa ripetere un crack come quello della banca d'investimenti Lehman Brothers che ponga rischi sistemici. Un annuncio formale su un accordo quadro ''per una crescita forte, sostenibile e bilanciata'' e' atteso nel comunicato finale del G20 finanziario in corso a St Andrews in Scozia. |
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