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COSENTINO___NESSUN_PASSO_INDIETRO___AL_SOTTOSEGRETARIO_LA_SOLIDARIETA__DI_BERLUSCONI_


13-11-2009

COSENTINO: 'NESSUN PASSO INDIETRO', AL SOTTOSEGRETARIO LA SOLIDARIETA' DI BERLUSCONI.

Nicola Cosentino, sottosegretario all'Economia e alle Finanze, non getta la spugna: non ha intenzione ne' di dimettersi dal suo incarico di governo ne' di rinunciare a guidare il Pdl nelle elezioni regionali in Campania.

Ieri sera ha incontrato Silvio Berlusconi nella sua residenza romana di Palazzo Grazioli e dopo il colloquio rilascia una secca dichiarazione: ''Sono l'espressione dell'intera Regione Campania e quindi mantengo la mia candidatura che e' ancora piu' forte di prima dopo quello che e' successo''.

Il sottosegretario spiega che il premier ''ha preso atto'' di questa sua posizione: ''Gli ho spiegato le ragioni del territorio. Non possono essere i procuratori a decidere l'evoluzione democratica. Sulla mia candidatura c'e' un largo consenso. Quindi non faccio un passo indietro''.

Del caso Cosentino si occupera' la Giunta per le autorizzazioni a procedere di Montecitorio presieduta da Pierluigi Castagnetti, Pd. Mercoledi' 18 novembre e' in calendario proprio l'audizione del sottosegretario. Si tratta di istruire la decisione della Camera rispetto alla richiesta di arresto del sottosegretario chiesta dal gip Raffaele Piccirillo su richiesta dei pm Alessandro Milita e Giuseppe Narducci della Procura di Napoli.

I magistrati ipotizzano a carico di Cosentino un ''concorso esterno in associazione camorristica''. Trattandosi di un deputato, il gip ha disposto la notifica dell'ordinanza al presidente della Camera con richiesta di autorizzazione di esecuzione del provvedimento. La documentazione e' stata inviata alla Giunta per le autorizzazioni a procedere che dovra' formulare una proposta per l'Aula a cui spetta il voto finale sulla richiesta di arresto che potrebbe arrivare entro due settimane.

L'esito del colloquio tra Cosentino e Berlusconi di ieri sera rischia di far salire la febbre all'interno della maggioranza. Trenta senatori del Pdl hanno presentato un'interrogazione urgente al ministro della Giustizia chiedendo un'ispezione urgente alla Procura di Napoli sollevando pesanti dubbi sulla corretta gestione di quell'ufficio e chiedendo di conoscere anche se i criteri di assegnazione dei fascicoli giudiziari garantiscano l'equidistanza e l'indipendenza dei magistrati che svolgono le indagini.

Fabio Granata, ex An, vicepresidente della commissione Antimafia e deputato del Pdl, conferma invece la posizione che era stata assunta da Gianfranco Fini nei giorni scorsi: ''Noi manteniamo l'assoluta convinzione che sia del tutto incompatibile e a questo punto inopportuna la candidatura di Cosentino a presidente della Campania''.

Era stato il presidente della Camera a sollevare il caso Cosentino, ancora prima che i giudici di Napoli inviassero la loro richiesta di custodia cautelare a Montecitorio.

Cosentino, a proposito della posizione di Fini, si limita a dire: ''Capisco le sue ragioni: e' giusto che lo faccia ma lui deve tenere conto anche delle richieste che vengono dal territorio''. Come Fini la pensa anche Beppe Pisanu, presidente della Commissione antimafia, che ritiene ''inopportuno insistere su quella candidatura''.

La posizione del Pd e' affidata a Laura Garavini, capogruppo del suo partito nella Commissione antimafia: ''Questo sara' ricordato come il giorno senza vergogna per il Pdl, visto che neanche una richiesta di arresto ferma una candidatura. E' sconcertante che Berlusconi, anche dopo lo stop di Fini, continui a considerare possibile la candidatura di Cosentino''.

''Nicola Cosentino non puo' rimanere al suo posto di sottosegretario. E' accusato di reati gravissimi, di collusione con il clan dei casalesi e la Procura di Napoli ha chiesto il suo arresto. Ho inviato una lettera a tutti i capigruppo dell'opposizione per presentare una mozione di sfiducia nel caso la Camera respinga la richiesta d'arresto'', rende noto Massimo Donadi, capogruppo dell'Idv alla Camera.

E'intanto bufera pure sul disegno di legge relativo al processo breve presentato ieri al Senato da Pdl e Lega. Per l'Associazione nazionale magistrati si tratta di una riforma con ''effetti devastanti sul funzionamento della giustizia penale in Italia''. Angelino Alfano, ministro della Giustizia, ci tiene a precisare: ''Condivido lo spirito e il senso del ddl che va nella direzione dell'accelerazione dei processi''.

Mentre Pd e Idv annunciano una dura opposizione, ci sono posizioni critiche anche nella maggioranza. Giulia Bongiorno, presidente della Commissione giustizia della Camera, critica la scelta di aver incluso il reato di immigrazione clandestina tra quelli che non beneficeranno del processo breve. L'onorevole Fabio Granata, intervenendo ieri sera alla trasmissione televisiva ''Anno zero'', ha confermato il malumore che serpeggia nel settore ex An del Pdl rispetto al testo di riforma dei processi.





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