(ASCA) - Roma, 9 feb - ''Non riesco a immaginare come si
possa parlare di crescita e nello stesso tempo mettere i
bastoni tra le ruote alla vita culturale dell'Italia. Il
presidente del consiglio Monti non puo' non esserne
convinto''. E' quanto sottolinea al sito Anci Wladimiro
Boccali, sindaco di Perugia e presidente di Anci Umbria che
appoggia in pieno l'appello che Anci Federculture e Fai hanno
lanciato ieri perche' il Governo approvi misure
indispensabili per valorizzare il settore.
''E' fondamentale ripristinare risorse - aggiunge Boccali
- e ancor piu' eliminare una serie di vincoli che sono stati
posti, negli ultimi anni ed in diverse manovre governative, e
che rappresentano un serio limite alla produzione
culturale''.
Il sindaco di Perugia parla di un vero e proprio luogo
comune: ''Quando si tagliano risorse pubbliche, la prima
vittima e' la cultura. E' una pessima politica, perche' la
cultura fa crescere una comunita', e se la comunita', come
oggi l'Italia, ha bisogno di ritrovare se stessa per porre
fine ad una lunga fase di stagnazione, non puo' che far leva
sulla sua vita culturale, sull' arte, sul patrimonio
storico.
Insomma sulla sua identita'. A maggior ragione - ribadisce
Boccali - se parliamo di un Paese che sulla cultura si e'
costruito e che sulla cultura ha fondato la sua immagine nel
mondo. Con la cultura, insomma, si mangia, eccome''.
Per questo il presidente di Anci Umbria si schiera a
favore della battaglia avviata da Anci Federculture e Fai.
''Le richieste formulate mi sembrano andare nella giusta
direzione: riduzione dell'Iva, programmazione pluriennale
dei finanziamenti statali per permettere di lavorare con un
minimo di certezze anche nel medio periodo, utilizzo di parte
degli introiti della tassa di soggiorno per investimenti sui
beni culturali, adozione di un contratto unico per i
lavoratori del settore, impiego mirato dell' 8 per mille
anche per musica e teatro''.
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