(ASCA) - Roma, 22 feb - ''Italiani brava gente''. Spesso
nell'enunciare questa amara considerazione, si dimentica che
e' proprio il titolo di un film realizzato nel 1964 da
Giuseppe De Santis, su soggetto di Ennio De Concini, e lo
stesso De Santis, mentre la sceneggiatura e' stata scritta da
Sergej Smirnov, e la fotografia realizzata da Toni Secchi Da
domani e fino al 28 febbraio al Cinema Trevi si celebra ''Il
neorealismo amaro di Giuseppe De Santis'', una riflessione
ironica quanto amara del suo essere uomo di cinema in un
mondo dello spettacolo a lui sempre piu' alieno.
Si inizia domani alle ore 17,00 con 'Ossessione' del 1943 di
Luichino Visconti, ispirato liberamente al romanzo ''Il
postino suona sempre due volte'' di James Cain. Alla
sceneggiatura parteciparono Mario Alicata, lo stesso De
Santis, Gianni Puccini, la fotografia e' di Aldo Tonti,
Domenico Scala e la scenografia di Gino Franzi. Il film e'
praticamente l'esordio del neorealismo nel nostro paese, con
le interpretazioni di Massimo Girotti e Clara Calamai.
Dal romanzo Il postino suona sempre due volte (1934) di James
Cain: malmaritata a un uomo piu' vecchio di lei, una donna
induce un giovane vagabondo di cui e' diventata l'amante a
uccidere il consorte in un incidente automobilistico truccato
'Ossessione' e' qualcosa di piu' di un film: una bandiera, un
manifesto, un simbolo. Memorabile esordio di Visconti, apri'
la strada al neorealismo postbellico, aggancio' il cinema
italiano alla cultura europea della crisi, fu la scoperta di
un'Italia amara, fatta con violento pessimismo, tramite il
filtro del romanzo nordamericano e del realismo francese di J
ean Renoir.
Nonostante difetti, eccessi, compiacimenti estetizzanti, un
ammirevole esempio di fusione tra realismo e decadentismo.
La rassegna andra' avanti fino a martedi' prossimo, mentre
'Italiani brava gente' sara' proiettato domenica prossima.
Il film e' ambientato nel 1941 e la campagna italiana in
Russia e' appena iniziata. Su un treno viaggiano soldati
provenienti da tutte le regioni d'Italia. La Storia si fonde
con le vicende personali di alcuni uomini. L'ottimismo di
chiara fede fascista di alcuni non e' condiviso dall'esperto
e onesto colonnello Sermonti'' (Marco Grossi). ''Opera numero
10 e penultima di Giuseppe De Santis, ''Italiani brava
gente'', nel narrare le tragiche vicende della spedizione
italiana, fra il 1941 e il 1943, nella campagna di Russia
della seconda guerra mondiale (una guerra ''senza ragione,
senza scuse, senza onore'' l'aveva definita Pietro Nenni), si
costruisce su uno dei principi fondanti del cinema, la
''qualita' dell'immagine di attualizzare il passato'' (Edgar
Morin), in virtu' del quale la ripresa (il ''cio' che e'
stato'') si attualizza nella visione (in ''cio' che e''').
ram
