Egitto: un anno fa caduta Mubarak, ma democrazia tarda ad arrivare

11 Febbraio 2012 - 16:31

(ASCA) - Roma, 11 feb - Solo un anno fa uno dei leader piu' influenti del Nord Africa rassegnava le proprie dimissioni e, in Egitto, si accendevano le speranze di una nuova era democratica. Oggi lo ricordiamo disteso su di una barella ospedaliera di fronte la Procura de Il Cairo, sottoposto a processo e condannato a morte assieme all'ex ministro dell'Interno, Habib al-Adly, con l'accusa di concorso nell'uccisione di 850 manifestanti durante le proteste antigovernative del 25 gennaio, quando venticinquemila manifestanti scesero in piazza al Cairo per chiedere riforme politiche e sociali. Ieri, gli egiziani, lo hanno ricordato in pressing dalla diplomazia mondiale, in quella che fu ribattezzata la ''battaglia dei cammelli'' e che incorono' piazza Tahrir simbolo di rivoluzione e liberta'.

Era l'11 febbraio del 2011 quando Hosni Mubarak, per un trentennio alla guida del Paese, lasciava la carica presidenziale e il compito alle Forze armate di gestire le sorti della popolazione. Centinaia di migliaia di persone raccolte per le strade della capitale accoglievano l'annuncio del vice presidente Omar Suleyman con entusiasmo e gioia, al 18* giorno di una rivoluzione che ancora oggi trascina le sue vittime nell'oblio di una pseudo-dittatura montata dall'esercito locale. Ancora sangue, ancora odio, ancora fazioni contrapposte: dalla strage dello stadio di Port Said ai numerosi scontri interconfessionali tra copti e musulmani.

Dopo un anno dalla caduta del regime gli egiziani sono ancora lontani dalla democrazia. Da mesi, non a caso, i movimenti pro rivoluzione chiedono di anticipare il voto per le presidenziali al fine di accelerare il piu' possibile il passaggio di poteri dai militari ad un governo di civili. La richiesta sara' oggi al centro della campagna di disobbedienza civile che i movimenti hanno annunciato proprio in occasione del primo anniversario della caduta di Mubarak.

Una folla di manifestanti e' in marcia gia' da ieri lungo le strade della capitale verso la sede del ministero della Difesa. Le continue agitazioni sono il preludio di una nuova era che tarda ad arrivare. Di una liberta', che solo il popolo egiziano ha il diritto di reclamare.

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